Aderire a forme di previdenza integrativa

Il lavoratore dipendente può aderire a fondi chiusi proposti dall’azienda o a fondi aperti, oppure a contratti di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche (PIP); i versamenti sono a carico del lavoratore, del datore di lavoro (nel caso dei fondi aperti e PIP, solo se l’adesione alla forma previdenziale è stata concordata con l’azienda) e una quota è proveniente dal TFR.

I lavoratori autonomi e liberi professionisti possono aderire con un’adesione individuale ad un fondo pensione aperto, chiuso o ad un PIP. In tal caso la contribuzione è a carico dell’aderente stesso.

Il lavoratore dipendente può decidere di trasferire il proprio fondo o la propria posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare,  a condizione che siano trascorsi almeno due anni dall’adesione al fondo o al PIP.

In caso di cambio lavoro, se il lavoratore dipendente accede ad un’azienda appartenente ad un settore diverso rispetto al precedente, dove opera una forma di previdenza completamente diversa, il predetto limite minimo di permanenza di due anni viene derogato: il lavoratore vedrà trasferita la propria posizione sulla nuova, proseguendo l’accantonamento senza alcuna penalizzazione.
 

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